Salvatore Ferragamo, il Richiamo dell’America

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9 agosto 2017
Salvatore Ferragamo

Piroscafo Stampalia

Mi sentivo a casa, prima ancora di aver messo piede a terra

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1914 America – Boston, Massachusetts (costa orientale) Salvatore Ferragamo, Joseph Covelli, Clotilde, Alessandrina A 16 anni va in America seguendo la strada del cognato, piroscafo Stampalia Aumentare le potenzialità produttive
tecnica
La fabbrica era descritta da Salvatore come un inferno; le macchine producevano rumori terribili e la gente andava troppo di fretta.

Salvatore continuava a fare le scarpe a mano.

Salvatore s’imbarcò a Napoli sul piroscafo Stampalia, una nave a vapore utilizzata sulla rotta Genova-Napoli-Palermo-New York. Costruito nel 1909, venne silurato e affondato da un sottomarino tedesco nel 1917.

In terza classe il rumore ed il puzzo nauseabondo erano insopportabili e Salvatore chiese di passare nella seconda classe, spendendo malauguratamente gran parte dei soldi necessari per lo sbarco a New York. Non avendo un tutore, con grande ingegno realizzò un falso rotolo di banconote tenendo un dollaro all’esterno e chiese ad una persona conosciuta sulla nave di aiutarlo a scendere. Purtroppo, durante la confusione dello sbarco Salvatore rimase solo, ma fortunatamente poté dimostrare ai funzionari doganieri che a Boston vivevano le sorelle Clotilde, Alessandrina e il cognato Joseph Covelli. Quest’ultimo lavorava in una delle migliori fabbriche di scarpe della costa orientale americana, la Queen Quality Shoes Manifacturing Company, ma l’uso diffuso delle macchine era una cosa sgradita a Salvatore; mancava l’impiego dell’abilità personale. Si trasferì quasi subito, appena arrivato in America, dai fratelli a Santa Barbara.

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1914 Santa Barbara, California (costa occidentale) Salvatore Ferragamo, Alfonso, Girolamo, Secondino Si trasferisce dai fratelli Continuare a fare il calzolaio
tecnica
Gli stivali da cow-boy erano fatti con del buon pellame, ma la lavorazione non era accurata.

Il lungo viaggio in treno verso ovest permise a Salvatore di conoscere e di fantasticare sulla vastità dell’America; paesaggi sconfinati gli ispiravano nuovi esotici materiali da provare, nuovi disegni da studiare e modelli da sviluppare.

I fratelli Alfonso, Girolamo e Secondino convinsero Salvatore ad aprire in società un negozio di riparazioni rapide per le calzature, ma egli non era venuto in America per questo; voleva produrre scarpe fatte a mano. Alfonso introdusse Salvatore nello studio cinematografico American Film Company, dove gli stivali da Cow-boy colpirono l’attenzione di Salvatore. Intanto che il servizio di riparazioni gestito dai fratelli ebbe un crescente successo, egli iniziò a produrre stivali e scarpe per le stelle del cinema. Salvatore capì presto l’importanza di parlare in inglese e frequentando le scuole serali riusciva a dialogare sempre meglio, aumentando nel contempo le ordinazioni di scarpe su misura per le attrici.

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1914 Studio cinematografico American Film Company Salvatore Ferragamo e le stelle del cinema Aumenta il lavoro per il cinema La Company si espande verso film più impegnativi dei western
tecnica
Uso di una lama affilata per incidere forme fantasiose sulla tomaia.

Punta alla francese.

Lancio del sandalo alla moda.

Nonostante la giovane età, molte attrici riconobbero in Salvatore un ottimo produttore di scarpe su misura ed iniziarono a frequentare assiduamente il negozio.

Le prime clienti furono Lottie e Mary Pickford; avevano compreso che il giovane italiano era in grado di realizzare scarpe molto diverse dal solito. Altri attori furono Helen Hayward e Douglas Fairbanks. Sulle prime scarpe di Lottie fece dei tagli fantasiosi sulla tomaia e questo rese le scarpe molto originali; divennero letteralmente sensazionali per Lottie e le colleghe dello studio. Pola Negri ordinò dozzine di décolleté di varie forme in raso bianco, che poi rimandava a Salvatore per tingerle dello stesso colore degli abiti nuovi.

Per Barbara La Marr creò la “punta alla francese” tagliando l’estremità molto aguzza della scarpa e lanciando una nuova punta più arrotondata; il piede appariva più corto e tozzo. Un’altra occasione per realizzare qualcosa di nuovo venne da un film ambientato in epoca romana, per il quale Salvatore ricevette l’ordine di realizzare delle calzature da schiave. Salvatore fece delle ricerche e disegnò un sandalo.

A quel tempo, mostrare i piedi era considerato sconveniente; Lily Sampson, fu la prima attrice di S. Barbara ad indossare i sandali di Salvatore e a contribuire alla sua diffusione. Lolita Lee fu la seconda attrice ad indossarli, poi arrivò una principessa indiana, così entusiasta dei sandali alla romana che gliele ordinò cinque paia e contribuì decisamente a lanciarne la moda.

Il Los Angeles Times pubblicò un lungo articolo sui sandali di Salvatore Ferragamo così tutte le stelle del cinema da S. Barbara ad Hollywood volevano i suoi sandali.

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